
Catalogo delle esperienze del progetto Agenda 2030 delle bambine e dei bambini. Crediti: Città Metropolitana di Bologna
È disponibile online l’innovativo Catalogo delle esperienze del progetto Agenda 2030 delle bambine e dei bambini, nato dall’omonimo percorso finanziato dalla Città metropolitana di Bologna, che, in questi ultimi cinque anni, ha portato scienziate e scienziati nelle aule delle scuole primarie. La pubblicazione raccoglie undici percorsi laboratoriali co-progettati da insegnanti e ricercatrici e ricercatori del territorio metropolitano bolognese, che hanno messo a disposizione delle scuole attività sperimentali che spaziano dalla biologia, alla chimica, alle scienze marine, all’astronomia, alle scienze dell’atmosfera, alla geologia e al coding.
L’obiettivo della Città metropolitana, grazie alla collaborazione con l’Area territoriale di Ricerca di Bologna – di cui fanno parte Istituti del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e dell’Istituto nazionale di astrofisica (INAF) – e al sostegno del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), è ora quello di rendere questa esperienza replicabile e adottabile su scala più ampia, favorendone la diffusione a livello nazionale, anche grazie alla presenza capillare di centri di ricerca su tutto il territorio, risorsa strategica per rafforzare il dialogo tra scienza e scuola.
Il cuore del progetto risiede in un modello educativo inedito basato sulla co-progettazione tra scuola e ricerca: le attività sono infatti il frutto di un dialogo costante tra il rigore scientifico di ricercatrici e ricercatori (CNR, INAF, Associazione Donne e Scienza) e la competenza pedagogica dei/delle docenti. Questa sinergia ha permesso di tradurre temi complessi – come ad esempio il cambiamento climatico, la sostenibilità ambientale, la biodiversità, la genetica – in percorsi accessibili e stimolanti per le bambine e i bambini.
Il progetto investe poi sulla crescita professionale della comunità educante, garantendo alle/ai docenti una formazione di alta qualità, fondamentale per rendere l’educazione scientifica una leva di cambiamento sociale.
«Il Catalogo non è solo una raccolta di buone pratiche, ma è uno strumento di riflessione e di lavoro per chi fa ricerca, chi educa, chi amministra il territorio e per tutti i soggetti che intendono ripensare l’educazione alla sostenibilità come leva strategica di cambiamento», sottolinea Emanuele Bassi,consigliere a Scuola, Istruzione, Formazione Città metropolitana di Bologna. «Le esperienze qui documentate testimoniano che quando alle bambine e ai bambini viene riconosciuto un ruolo attivo nei processi educativi e sociali, la sostenibilità smette di essere un concetto astratto e diventa una pratica collettiva, generativa di futuro».
Il Catalogo è infatti uno degli strumenti della Strategia metropolitana di educazione allo sviluppo sostenibile “Formiche Verdi”.
Il Catalogo è stato concepito come uno strumento aperto e modulare: le attività descritte dalle schede didattiche possono essere adattate e rielaborate da ogni insegnante in base alle specifiche esigenze della propria classe. Già diffuso informalmente nella comunità educante bolognese, è stato presentato nella versione online nel pomeriggio di martedì 31 marzo, in un webinar a cui hanno partecipato oltre 50 docenti del territorio metropolitano e nazionale. L’incontro si è aperto con gli interventi delle rappresentanti delle Istituzioni promotrici: Fabrizia Paltrinieri, dirigente del Settore Istruzione e Sviluppo sociale della Città metropolitana di Bologna; Maria Teresa Grilli, dirigente dell’Istituto Comprensivo 6 di Imola, capofila del progetto Agenda 2030 delle bambine e dei bambini; Paola De Nuntiis, ricercatrice CNR e responsabile del Progetto Agenda per il personale di ricerca. A seguire, le insegnanti coinvolte nel progetto hanno presentato le esperienze, testimoniando il valore trasformativo delle attività del Catalogo e di una collaborazione così nuova e intensa con il mondo della ricerca: cambiamenti che hanno portato nuove energie e competenze nelle classi, nel corpo docente, nelle famiglie e nel territorio. Sono state descritte anche esperienze di peer education tra scuola primaria, scuola dell’infanzia e scuola secondaria di primo e secondo grado. Durante alcune presentazioni sono intervenute ricercatrici e ricercatori partecipanti al progetto, a testimonianza di una collaborazione sempre più solida e ampia. La project leader dell’Istituto capofila Emanuela Bianchi ha infine illustrato le modalità per replicare il progetto in altre scuole interessate, grazie al gruppo delle “docenti tutor” attivato per affiancare colleghe e colleghi nell’adozione del Catalogo.
Nel sottolineare il valore dell’iniziativa, Vittorio Morandi, presidente dell’Area territoriale di Ricerca CNR di Bologna, afferma: «Questo Catalogo dimostra come la presenza diretta di ricercatrici e ricercatori nelle classi possa trasformare profondamente l’esperienza educativa, rendendo la scienza un linguaggio vivo, accessibile e condiviso tra docenti, studenti e personale della ricerca. La co-progettazione con le scuole primarie non solo rafforza la qualità dell’apprendimento, ma contribuisce a costruire una cultura della sostenibilità fondata su evidenze scientifiche e partecipazione attiva. È in questo dialogo continuo tra ricerca e comunità educante che si sviluppa un autentico senso civico e sociale, capace di formare cittadine e cittadini consapevoli e responsabili».
Il Catalogo è stato realizzato nell’ambito del progetto «Lo sviluppo sostenibile come valore per la costruzione delle politiche metropolitane – focus sulle politiche educative», finanziato a Città metropolitana di Bologna dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE).
Per saperne di più:
- Scarica il pdf del Comunicato Stampa
- Consulta la pagina del Catalogo delle esperienze sul sito della Città Metropolitana di Bologna
- Scarica il Catalogo delle esperienze
- Scarica la scheda del percorso “Coding: programmare il futuro” a cura di Maura Sandri di Inaf Oas
- Scarica la scheda del percorso “Il nostro posto nell’Universo” a cura di Elena Zucca e Sandro Bardelli di Inaf Oas
