Costellazioni

07/07/2020

Le costellazioni

Origine delle costellazioni

Quando sono state create le prime costellazioni?

Studi archeologici hanno identificato possibili segni astronomici dipinti sulle pareti nelle grotte di Lascaux nel sud della Francia. I nostri antenati potrebbero aver disegnato la loro visione del cielo notturno sulle pareti della loro caverna circa 17 300 anni fa.

Oltre la metà delle 88 costellazioni che IAU (International Astronomical Union) riconosce oggi sono attribuite all’antica Grecia, che ha consolidato le opere precedenti degli antichi babilonesi, egiziani e assiri. Quarantotto delle costellazioni che conosciamo furono catalogate nel settimo e ottavo libro di Claudio Tolomeo dell’Almagesto, sebbene l’origine esatta di queste costellazioni rimanga ancora incerta. Le descrizioni di Tolomeo sono probabilmente fortemente influenzate dal lavoro di Eudosso di Knidos intorno al 350 a.C. Tra il XVI e il XVII secolo d.C., astronomi europei e cartografi celesti aggiunsero nuove costellazioni alle 48 precedentemente descritte da Tolomeo; queste nuove costellazioni erano principalmente “nuove scoperte” fatte dagli europei che per primi esplorarono l’emisfero meridionale.

Figure delle costellazioni

Usando l’immaginazione è facile in una notte stellata raggruppare le stelle in configurazioni geometriche a formare figure che possono rappresentare oggetti, animali od altro. Un numero notevole di tali configurazioni è stato inventato e codificato fin dai tempi più antichi ed in questo modo sono stati sistemati in cielo eroi, semidei, animali ed altri personaggi della mitologia. Nelle mappe stellari è comune contrassegnare linee che rappresentano le forme che danno il nome alle costellazioni. Tuttavia, la IAU definisce una costellazione in base al suo confine, indicato dalle coordinate del cielo.

Le stelle che fanno parte di una costellazione non sono necessariamente alla stessa distanza. A volte le stelle sono fisicamente legate l’una all’altra, come le Pleiadi, ma le costellazioni sono generalmente una questione di prospettiva. Le stelle di una costellazione possono avere diverse luminosità e distanze dalla Terra.

Alle nostre latitudini ci sono costellazioni che sono sempre sopra l’orizzonte e quindi visibili in ogni periodo dell’anno, altre che sono visibili o invisibili a seconda della stagione. Le costellazioni attorno alla Stella polare nel loro giro attorno al Polo Nord Celeste non tramontano mai e sono dette circumpolari.
La Terra, oltre a ruotare ora dopo ora su se stessa in 24 ore, ha un moto più lento attorno al Sole. Questo moto fa sì che ciascuna stella raggiunga una determinata posizione in cielo 4 minuti in anticipo ogni 24 ore. Così una stella che sorge alle 22 all’inizio di gennaio sorgerà alle 20 all’inizio di febbraio, alle 18 all’inizio di marzo e così via. In questo modo le costellazioni si muovono gradualmente da Est ad Ovest, spariscono e vengono sostituite da altre mentre l’anno procede. Così diciamo che Orione, l’Auriga o il Cane Maggiore sono tipiche costellazioni invernali perché è in inverno che sono alte nel cielo notturno; la Corona Boreale, Il Boote o la Chioma di Berenice sono tipiche costellazioni primaverili; la Lira, il Cigno, l’Aquila sono estive mentre nel cielo autunnale brillano le stelle di Perseo, Andromeda e Pegaso.
Alcune costellazioni rimangono invisibili in ogni periodo dell’anno perchè visibili solo dll’emisfero australe come la Croce del Sud.

Di seguito trovate la storia, visibilità, mappa e oggetti celesti più importanti per alcune delle costellazioni caratteristiche del nostro emisfero per ogni periodo dell’anno.